New Order. Blue Monday

La canzone. Il singolo, per antonomasia. Blue Monday. Marzo 1983. Punto di svolta fondamentale per gli sviluppi della pop music. Una band, i New Order, che il meglio di lo diede proprio con il formato del 45 giri. Istantanee di un’epoca passata, quasi remota. Gli anni ottanta. True Faith e Confusion, Temptation e Touched By The Hand of God, Bizarre Love Triangle e Everything’s Gone Green. E, soprattutto, Blue Monday. Copertina costosissima, estetica portata alla perfezione. Un 12 pollici creato come un enorme floppy disc (quelli che si usavano all’inizio), che tramite i passa parola, i passaggi nelle radio indipendenti e nel programma di John Peel, l’inserimento nelle scalette dei d.j. più in del momento.

Dopo la morte di Ian Curtis, il trio superstite dei Joy Division rispettò il patto tacito che intercorreva fra loro. Quello di cambiare ragione sociale e tipo di musica, uno di loro avesse lasciato il gruppo. Ian Curtis pose fine alla sua vita il 18 maggio del 1980. Drammaticamente. Improvvisamente. Dopo aver visto la Ballata di Stroszek e ascoltato The Idiot di Iggy Pop. Bernard Sumner, Peter Hook e Stephen Morris attraversarono un periodo di crisi. Ceremony era un brano dei Joy Division. E si puÃ?² considerare la loro ultima opera anche se venne pubblicato come New Order. Movement, il primo album, ancora incerto e flebile, cosà troppo legato alle produzioni delle Divisioni della gioia. A rompere il cordone ombelicale fu EverythingÃ’s Gone Green, dove il Nuovo Ordine cominciò a usare la drum-machine. Punto di svolta in chiave elettronica. Poi il gruppo perse letteralmente la testa per New York. La loro musica ne assimilÃ?² gradualmente le varie espressioni dance: post-disco, Latin Freestyle, la electro (sorta di hip-hop ante-litteram fortemente condizionata dai ritmi e dai suoni dei Kraftwerk). I club di New York. Nasce l’Hacienda. La Factory e i New Order portarono un tocco di grande mela in Inghilterra.

Da quel momento i New Order si innamorarono della dance più intelligente e raffinata. A cui unirono una passione mai nascosta per i Kraftwerk e l’elettronica teutonica degli anni settanta. Il tutto filtrato da un piglio e un’attitudine ancora molto wave e post-punk. Chitarre e bassi riaggiornavano il suono dei Joy Division. Sintetizzatori e uso massiccio di batterie elettroniche facevano il resto.

Proprio il sapiente intreccio di sintetizzatori (un piccolo moog) e drum-machines (la Oberheim DMX) caratterizza Blue Monday. Dei beat plastici aprono il brano in questione, la ritmica diventa mano a mano più complessa, irrompono il basso di Hook e il suono del moog (sintetizzatore molto usato dai krautrockersdella prima generazione), infine il cantato seriale e glaciale di Bernard Sumner. How Does It Feel / To Treat Me Like You Do / When You’ve Your Hands Upon Me / And Told Me Who You Are. Per un classico dell’unione fra rock e dance. Un manifesto del techno-pop. Un modo di suonare e di interpretare la musica che condizionÃ?² centinaia di band a venire. Da quelle dell’ondata di Madchester fino ai Chemical Brothers.

Blue Monday sta ai New Order, come Atmosphere ai Joy Division. Inizialmente pubblicata nei due formati a 45 giri dell’epoca ( 7 e 12 pollici), conobbe molte e variegate edizioni dopo il 1983. Fra le tante, impossibile non citare il remix di sua maestà Quincy Jones nel 1988. Come molte canzoni dei New Order (e analogamente degli Smiths) comparve solo in raccolte e compilation varie a 33 giri prima e in cd poi. La più importante delle quali è certamente la raccolta Substance del 1987. Imprescindibile.

Vale la pena sottolineare come la canzone in questione nasca dall’ispirazione e dalla citazione di alcuni brani, sentiti all’infinito dai New Order nei primi anni ottanta. Li elenchiamo. Dirty Talk di Klein & MBO, You Make Me Feel (Mighty Real) di Sylvester, Our Love di Donna Summer (wow!) e Uranium dei Kraftwerk (doppio wow!). Naturalmente il significato del testo avvolto da una coltre di mistero. C’è chi parla di riferimenti alle droghe (di cui i New Order hanno fatto uso ed abuso) o al suicidio di Ian Curtis. Ma la versione ufficiale è che sia ispirata dalla tragedia della guerra delle Falklands.

Nelle stesse sessions, i New Order registrarono anche il loro LP di svolta. Lo straordinario Power, Corruption & Lies. Nel quale vi è traccia di Blue Monday in 586. Di fatto il demo originale e ancora scarno di Blue Monday. Un album geniale, delicato punto di equilibrio fra elettronica, dark e pop music. Poi è senza soluzione di continuità Sarà la volta di Confusion. Con alla consolle Arthur Baker. Siamo solo agli inizi. I New Order partorirono un classico dietro l’altro. Fino all’apoteosi di Technique del 1989. La parabola più alta della loro creatività.

 

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